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Storia dell'Associazione: gli inizi

1974 Giovanni Mangione ottiene dal Ministero degli Affari Esteri una Borsa di studio per l'Ungheria in seguito alla pubblicazione del suo primo libro
                La pedagogia della musica secondo Zoltàn Kodàly
1975 Apre a Firenze il Centro di Studi Musicali Metodo Zoltàn Kodàly
1976 Con il contributo della regione Toscana, presso il Centro di Studi Musicali Metodo Zoltàn Kodàly ha luogo un Seminario nazionale per docenti di musica, tenuto dai professori ungheresi László ed Erika Agóscy. Il seminario è preceduto da una tournée dimostrativa con i bambini del Centro a Milano, Bergamo, Venezia e Napoli.
Per il decennale dell'alluvione gli stessi bambini sono invitati a cantare nella Basilica di Santa croce, dove viene scoperto il Crocifisso restaurato di Cimabue. La cerimonia è ripresa dalla RAI.
1977 L'Accademia di Ungheria in Roma organizza un Convegno italo-ungherese, al quale Mangione è invitato come relatore.
1978 I bambini del centro sono chiamati dal Teatro Comunale di Firenze a cantare nel Werther di Massenet diretto da Georges Prêtre, riscotendo il plauso sia della critica sia del pubblico. L'opera sarà trasmessa dalla televisione francese.
1981 L'Editore Robert Held, noto per aver pubblicato un prestigioso volume dal titolo "Art, Arms and Amour" accetta con entusiasmo di pubblicare il secondo lavoro di Giovanni Mangione "La riscoperta della musica attraverso il metodo Kodály".
1982 Mangione organizza con la collaborazione del Comune di Firenze le cerimonie per il Centenario della nascita di Kodály, cui presenzia anche l'Ambasciatore di Ungheria Janós Szita.
Nello stesso anno viene conferito a Giovanni Mangione il Diploma Kodály honoris causa.
1990 Il Centro diviene Associazione Italiana Kodály per l'Educazione Musicale (AIKEM) , di cui Mangione sarà presidente fino al 1999, anno della sua scomparsa.